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2009

Salle - PE
Castello di Salle | Collettiva
Animaria

2010

Pescara
Mediamuseum | Personale
Giochi Policromi

Pomezia - RM
Galleria Hesperia | Collettiva
Liberamente

Città S.Angelo - PE
Palazzo Neri | Collettiva
Viaggio tra sogno e realtà

2011

Chieti
Bottega D'Arte | Personale
Anime Sospese

2012

Francavilla - CH
MuMi - Museo Michetti | Collettiva
Premio Michetti

Giulianova Lido - TE
Kursaal | Personale
Sovrapposizioni contrapposte

2014

Pescara
Ex Aurum | Collettiva
Arte No Caste

Atri - TE
Palazzo ducale | Collettiva
Casoli Pinta | Biennale Nazionale

Chieti - CH
Museo Barbella | Collettiva
Arte Insieme (prima edizione)

Atri - TE
Palazzo ducale | Mostra Collettiva
Asta di Beneficienza

2015

Francavilla - CH
MuMi - Museo Michetti | Collettiva
Bozzetti d'Arte per un Carro Allegorico

Chieti - CH
Museo Barbella | Collettiva
Arte Insieme (seconda edizione)

Pescara - PE
Aurum | Premio di Pittura
Premio D'Annunzio

2016

Atri - TE
Palazzo Ducale | Collettiva
Allestimento Pinacoteca di Atri

L'Aquila - AQ
Palazzo Fibbioni | Collettiva
Arte no Caste (seconda edizione)

Pescara - PE
Museo Vittoria Colonna | Premio di Pittura
Arte Insieme

2017

Francavilla - CH
MuMi Museo Michetti | Collettiva
Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea

la rassegna che aveva fatto il suo esordio due anni fa a Pescara, all’Aurum, ha scelto di nuovo l’Abruzzo per la sua edizione 2016, con ben sessantatré artisti presenti. A spiegare le novità della rassegna, che resterà aperta al pubblico fino al 10 settembre all’interno del prestigioso complesso di via San Bernardino 1. E la stessa Capodiferro: «In un anno giubilare come il 2016, alla presenza di una figura religiosa tanto forte quale Papa Francesco, poter esporre all’Aquila durante il periodo della 722a Perdonanza Celestiniana non solo è un motivo di onore per i partecipanti, ma rappresenta anche un arricchimento per il significato intrinseco del progetto di mostra». «Arte no caste – prosegue – muove infatti dall’urgenza, avvertita da un gruppo di artisti contemporanei, di liberarsi dalle catene delle diverse “caste”, politiche e intellettuali, che da anni dominano il panorama culturale, relegando in un cono d’ombra ciò che davvero dovrebbe contare in una rassegna: l’opera d’arte in sé, insieme a tutto il suo valore creativo».

«Nella prima edizione, un gruppo nutrito di autori provenienti da tutta Italia – le fa eco Chiara Strozzieri – ha dimostrato cosa voglia dire davvero superare etichette anche in modo visibile: sono ad esempio mancate, accanto ai quadri, didascalie inserite per una lettura obbligata, e sono mancate all’interno del catalogo biografie fatte apposta per inquadrare un artista solo in base alla propria partecipazione alle più note rassegne nazionali e internazionali. Eliminato tutto questo, le sole protagoniste sono state le opere. Gli artisti partecipanti ad Arte no caste non soltanto si dicono liberi da confini territoriali ed etichette precostituite, ma gridano di non appartenere ad alcun gruppo sociale chiuso, ad alcun sistema coatto. Lo dimostrano presentando un’opera ciascuno in una collettiva che li vede tutti protagonisti allo stesso modo, senza distinzione di genere artistico o di curriculum. Se l’opera è al centro di tutto, come essenza della visione creatrice, non sarà possibile giudicarla secondo preconcetti».